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Un intervento “salva vita” per la chiesetta di Dan Donato.

Iniziano i lavori di risanamento della chiesetta di Dan Donato.

Dopo la segnalazione ad opera dei coordinatori di Circolo Roberto Aloisio e Liseba Dongiovanni (emersa peraltro già nella fase interna di “Dillo al PD”), che denunciavano lo stato di abbandono della chiesetta di San Donato sulla Via te l’oju, su iniziativa del coordinatore Roberto Aloisio (in veste di informale esattore) e dei tanti iscritti e simpatizzanti del Partito Democratico (e non solo) che hanno voluto concedere un piccolo contributo (da uno a cinque euro), venerdì scorso 3 ottobre si è posto un primo argine al degrado della chiesetta ed alle infiltrazioni d’acqua che, a breve, avrebbero potuto incrementarne il decadimento ed interessarne la stabilità..

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Un momento del sopralluogo

 Si è provveduto, infatti, già lunedì 29 settembre, ad effettuare un primo sopralluogo presso la chiesetta con il dott. Giangreco della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Lecce, al fine di valutare l’entità degli interventi cautelativi da porre in essere. Giovanni Giangreco ha riconosciuto la necessità di un progetto di risanamento strutturale conservativo e di tutela dell’affresco sovrastante l’altare, su cui in passato sono già stati effettuati dei saggi di restauro. Ha inoltre parlato della possibilità di avviare un procedimento di imposizione del vincolo, riconoscendo nella struttura un evidente valore storico, artistico e culturale.

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La posa dei “Chiamenti”

 Il primo intervento, durato circa due ore ed autorizzato dai proprietari della chiesetta, è avvenuto proprio il venerdì successivo 3 ottobre scorso ed è stato caratterizzato dall’estirpazione delle erbe ed essenze cresciute all’interno delle fenditure e crepe della struttura e la successiva posa in opera dei classici “chiamenti” al fine di impedire, appunto, ulteriore infiltrazione di acqua che, con la stagione autunnale appena iniziata, sarebbe stata del tutto probabile e foriera di ulteriori danni, aggravando la situazione statica, già precaria, della chiesetta.

 In attesa che venga redatto un piano di valorizzazione e manutenzione più approfondito, per il quale già alcuni professionisti del Circolo si son dichiarati disponibili (chiarissimo esempio di mobilitazione cognitiva di cui tanto si parla) si plaude all’ennesima iniziativa del Circolo del Partito Democratico di Maglie, grazie alla sensibilità dei propri coordinatori ed iscritti.

C’è chi parla e c’è chi agisce! Noi agiamo!

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