giovani medici

Quale futuro per i giovani medici? Un contributo di una nostra iscritta e dell’On. Filippo Crimì.

Quale futuro per i giovani medici? Un contributo di una nostra iscritta e dell’On. Filippo Crimì.

Se ne parla troppo poco oppure troppo e male, ma il risultato resta lo stesso: nessun cambiamento di rotta a livello ministeriale. Almeno fino ad oggi…

Continua a essere evidente un’assenza di corrispondenza tra il numero di ragazzi che ogni anno intraprendono il lungo iter universitario e i medici neolaureati che effettivamente riescono ad ottenere un posto in specializzazione.

Oltre la metà degli aspiranti specializzandi resta fuori ad arrangiarsi come può con incarichi saltuari e precari, anche per diversi anni; i più fortunati lavorano come medici nei centri prelievo o come sostituti occasionali dei medici di medicina generale, altri riescono a ricoprire un incarico di continuità assistenziale ma sono sempre di più coloro che cercano all’estero quell’opportunità che il proprio Paese non offre loro.

Inimmaginabile lo spreco di risorse e il carico di frustrazione di migliaia di professionisti che si vedono bloccati in un limbo senza futuro.

Ci si chiede il perché di questa profonda indifferenza da parte delle istituzioni, per quale motivo da anni non viene intrapreso alcun piano di programmazione per colmare da un lato le gravi carenze di personale medico ospedaliero e territoriale e dall’altro per sbloccare l’impasse in cui si arresta un’intera generazione di giovani professionisti.

È noto come questa disorganizzazione e precarietà danneggi tutti: sia l’utenza che il personale medico. La causa lamentata resta l’insufficienza di fondi da destinare alla formazione specialistica, eppure sarebbe sufficiente un rigoroso svolgimento del test di ammissione a medicina per evitare le migliaia di ricorsi con conseguente accesso improprio alla facoltà e l’ottimizzazione del tempo dedicato alla specializzazione con relativa riduzione degli anni di specializzazione per ottenere un maggior numero di borse.

Non basta infatti un aumento di numero ma servirebbe anche una maggior qualità della formazione specialistica! È purtroppo evidente dalle tante testimonianze come il medico specializzando spenda buona parte del tempo a coprire le carenze del personale medico anziché dedicarsi alla propria preparazione, spesso indotto addirittura a rinunciare ad opportunità formative quali corsi, progetti di ricerca o di esperienza professionalizzante in sede estera, perché costretto dalla mentalità diffusa di essere “specializzando oggetto”, a restare a disposizione delle esigenze del proprio primario.

sede miur

Ministero Istruzione – Sede Roma – foto wikicommons

Pertanto sarebbe essenziale prevedere una riduzione ma soprattutto riorganizzazione del periodo formativo specialistico. Altrettanto vitale dovrebbe essere ottenere una uniformità formativa sull’intero territorio nazionale per appiattire le differenze più eclatanti tra sedi, per consentire una formazione adeguata in tutta Italia.

Non è accettabile che un ottimale iter di specializzazione sia affidato al buon senso di pochi direttori di scuola illuminati: occorrono direttive ministeriali ben precise, e assicurarsi che vengano rispettate.

È stato facile con un colpo di spugna passare dal concorso locale a quello nazionale, però la scia del cambiamento si è fermata al solo concorso (peraltro male strutturato), trascurando la necessità di riordinare il percorso formativo, mentre piuttosto ad oggi il risultato che ne deriva è di migliaia di persone costrette a trasferirsi da un estremo all’altro della penisola.

Le soluzioni possono essere tante ma ci si chiede: c’è una volontà di trovare una soluzione? Il Ministro Giannini non ha mai voluto affrontare concretamente la questione, ostile all’apporre le necessarie migliorie ai nuovi bandi di concorso ( pubblicati identici anno dopo anno ) e sorda alle numerose denunce di irregolarità e al malcontento di migliaia di giovani medici.

Nel 2015 e 2016 si è limitata ad aumentare di un numero esiguo le borse di studio messe a disposizione, una modifica purtroppo neanche avvertita, a causa della cattiva gestione dello scorrimento delle graduatorie che ha causato una mancanza di assegnazione di centinaia di borse.

L’investitura a nuovo Ministro di Valeria Fedeli ha ridato speranza di volontà di cambiamento. Infatti pochi giorni fa il Ministro ha ricevuto una delegazione dell’Associazione Italiana Giovani Medici (SIGM), del Comitato Nazionale Aspiranti Specializzandi (CNAS) e dell’Associazione Italiana Medici (AIM), presso la sede del Ministero di via Trastevere.

On.le Crimì

On.le Crimi – Fonte foto profilo FB

Durante l’incontro, alla presenza dell’On. Filippo Crimì, primo firmatario di emendamenti sulle tematiche di interesse dei giovani medici negli scorsi mesi, e del Direttore Generale per lo studente, lo sviluppo e l’internazionalizzazione della formazione superiore del MIUR, sono stati trattati i principali temi riguardanti la formazione post laurea di area medica.

Le tematiche principalmente trattate durante l’incontro sono state tante: Laurea abilitante, Accesso alle Scuole di Specializzazione e prossimo concorso nazionale SSM2017 e relative modifiche migliorative; Nuovo regolamento di accreditamento delle Scuole di Specializzazione e valutazione della qualità della formazione e implementazione delle prerogative dell’Osservatorio Nazionale sulla Formazione Medico Specialistiche; Evoluzione della formazione specifica in Medicina Generale in Scuola di Specializzazione Come si tradurrà nel concreto questo incontro? Sarà finalmente proficuo? Sicuramente conferma una maggiore sensibilità del nuovo Ministro e una predisposizione all’ascolto.

Per avere informazioni più dettagliate ho avvicinato l’On. Filippo Crimì, deputato PD da anni sensibile alle problematiche di noi giovani medici, che anche in questa occasione era presente all’incontro presieduto dal Ministro Fedeli ed è stato prontamente disponibile a rilasciare la seguente intervista.

– On. Crimí, sono state prese decisioni riguardo ad un’eventuale modifica del bando di concorso ssm? Si pensa ad una riduzione degli anni di specializzazione (utile ad aumentare il numero di borse)?

“la riduzione degli anni del percorso di specializzazione è già stata inserita in legge nel 2014 in conformità a quanto previsto dalla direttiva CE n36 del 2005 quindi su questo fronte non penso si possa più intervenire.”

– Sono state proposte modifiche per il test?

“- Riguardo al test nello specifico stiamo valutando se sia opportuno aumentare il numero delle domande.”

– Come lei sa le edizioni precedenti del concorso SSM sono state poco felici. Spesso son state denunciate irregolarità attribuibili alle differenze di svolgimento del test nelle varie sedi e per io peso eccessivo del curriculum vitae sul punteggio finale di ogni candidato. Avete avuto modo di discutere di questo? 

“La questione è stata oggetto di discussione, e la proposta fatta al Ministro è di una nuova organizzazione del concorso in modo da contenere le sedi di esame in un numero limitato a macro-sedi o a limite a sedi regionali. Abbiamo discusso anche della necessità di modificare la valutazione del Curriculum in modo da abbassarne il peso sul punteggio totale, proprio per evitare disomogeneità legate ai differenti sistemi di valutazione per i singoli esami, nei diversi Atenei.” 

– Verranno stanziati ulteriori fondi per aumentare le borse di specializzazione ?

“Su questo non si è discusso, perché sarà tema della legge di stabilità, ma bisogna riconoscere che le politiche in questi anni hanno lavorato in questo senso visto che con i vari interventi fatti nel 2013 il numero di borse di specializzazione è aumentato da da 3500 a 6000 .”

– Riguardo al corso di formazione in medicina generale: molti colleghi sono preoccupati che la conversione a scuola di specializzazione possa tradursi in equipollenza per gli altri specialisti nell’accesso alla medicina del territorio; in soldoni i medici specializzati in altre branche (cardiologi, internisti ecc) avranno la possibilità di lavorare come medici di medicina generale come gli specialisti MMG? Perché questo è motivo di preoccupazione per i corsisti MG…

“Per la specializzazione in medicina generale le equipollenze vanno stabilite per legge e quindi se non è scritto che ci sia una equipollenza, allora non c’è. Con l’intervento che avevo tentato con diversi colleghi del PD in legge di stabilità volevamo dare la dignità di scuola di specializzazione al corso di formazione (non solo per ottenere un livellamento nelle differenze percepite in termini economici tra i borsisti MMG e i loro colleghi specializzandi ospedalieri, ma anche per equiparare il valore del titolo e la qualità della formazione) ed integrare la medicina generale e i medici di MG con il sistema universitario (prevedendo parte delle docenze coperte dai medici MG).”

– infine, Cosa ci sa dire riguardo al problema qualità? Gli specializzandi SSM a chi devono segnalare irregolarità o carenze formative nella scuola di specializzazione? 

“Sulle segnalazioni l’organo istituzionalmente preposto è l’osservatorio per le scuole di specializzazione con sede al MIUR. Sempre nel 2014 avevo previsto con emendamento una valutazione delle scuole su indici di performance e qualità didattica che sembra, dalle parole del Ministro, che possa prendere corpo grazie a un Decreto Ministeriale che dovrebbe essere emanato a breve.”

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Dott.ssa Maria Grazia Zippo, Medico corsista MMG, iscritta al Circolo del PD di Maglie

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