Parlamento italiano

Il perchè di un Partito, tra crisi e rinnovamento necessario.

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Sono da poco divenuto il nuovo segretario del Circolo di Maglie del Partito Democratico, come forse sapete.

Il Partito di Maglie, appunto, di questo voglio parlare con questa mia brevissima riflessione. E per parlarVi del Partito Democratico di Maglie sono costretto a partire dalle impressioni che ho avuto nel cammino che ha portato alla mia candidatura, allorchè ho incontrato tanti miei coetanei di centrosinistra, per metterli al corrente della mia scelta e chiedere un aiuto, una mano fattiva a far ripartire il Partito a Maglie.

Alla mia richiesta di impegnarsi in Politica, mi son sentito impotente di fronte all’immagine che il Partito Democratico ha ormai nella mente e nell’immaginario (spesso solo di immaginario si tratta) di tanti.

Le parole che mi son sentito dire son state “Bellissimo tutto Matteo, ma guarda, col PD proprio no… non sei te, anzi, ma è il Partito Democratico che mi causa orticaria” e tante belle espressioni simili.

Perchè siamo arrivati a tanto? Perchè il Partito Democratico è arrivato a rappresentare nella percezione della gente un partito da orticaria?

Ognuno di Noi ha una chiara opinione a riguardo, opinioni che decreteranno il vincitore e le percentuali dei tre candidati alle prossime Primarie. Io mi permetto di dirvi la mia.

Gli ultimi 20 anni chi hanno fatto dimenticare la necessarietà di quella particolare associazione che si chiama Partito. Necessarietà per far sì che a governare la cosa pubblica sia effettivamente la Gente.

impegno politico

foto – sito arcidiocesi bari bitonto

Il Partito, dunque, una semplice associazione di cittadini che come poche altre (si pensi ai sindacati) è addirittura prevista nella Costituzione, rappresenta l’unico modo per far governare la Gente?

La risposta è chiaramente, semplicemente ed in maniera quasi disarmante, positiva.

Senza partiti in grado di esprimere, indirizzare e controllare l’alta classe dirigente, infatti, il governo della cosa pubblica è pressochè impossibile.

Per il buon governo, sia esso cittadino o nazionale, si ha necessità di un partito fortemente radicato nel territorio che, animato dalla partecipazione e dal volontariato degli iscritti, sia

  • strumento di selezione della classe dirigente,
  • strumento del rapporto dialettico con essa, una volta che questa abbia raggiunto l’amministrazione
  • strumento di elaborazione e di rivendicazione di soluzioni per l’azione pubblica 

Per capire a cosa mi riferisco è sufficiente ricordare la nostra storia recente. Mi riferisco al profondissimo solco che si è aperto fra cittadini e «politici» ed alla conseguente, innegabile, debolezza dei partiti nel comprendere ed interpretare i bisogni, e soprattutto, nel farsi portatori e promotori, nei territori, di grandi ed aperti confronti sulle soluzioni (la TAP vi dice qualcosa?).

Il Partito è, pertanto, l’unico modo attualmente possibile affinchè le decisioni del Governo cittadino, regionale e nazionale, rispondano a scelte condivise e, pertanto, condivisibili.

In verità vi sono anche altre alternative per il Governo, ma mi chiedo se effettivamente siano quelle che rispondono alle nostre convinzioni: il governo tecnocratico ed il governo liquido di matrice internettiana e webcratica.

Da una parte, infatti, v’è idea che pochi individui, gli esperti, i tecnocrati, dispongano della conoscenza per prendere le decisioni di interesse pubblico e tanto in maniera del tutto indipendente dai contesti locali.

Dall’altra parte, poi, v’è l’idea (per quanto in ipotesi condivisibile) secondo la quale la volontà pubblica possa essere espressa in modo spontaneo, attraverso la Rete, e per tale medium arrivi “vergine” al governo della cosa pubblica…

I risultati di entrambe le ipotesi sono sotto gli occhi di tutti, li abbiamo visti in questi anni e li stiamo subendo tuttora, ogni giorno.

Ed allora, come uscirne?

Una sola via mi sembra ci sia concessa: rivendicare la nostra funzione di Partito, quella che ci assegna la Costituzione. Ed essendo, quando serve, intransigenti.

Intransigenti nell’esigere discussione, partecipazione, metodo, rispetto delle regole, meritocrazia e collegialità delle scelte. Ed Unità.

E quanto innanzi a partire dal singolo Circolo del Partito Democratico e, per quel che ci riguarda, dal nostro Circolo di Maglie.

Matteo Colavero, Segretario di Circolo

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  • liseba

    Non possiamo che seguirti, Segretario. Auguri a noi. 😉